28 luglio 2015 Gili Meno

Singing in the rain

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Giorno 13. Gili Meno.

I problemi maggiori che abbiamo qui sono decidere in quale tratto di spiaggia passare la giornata sui 5km a disposizione, in quale warung andare a mangiare tra i 10 a disposizione nell’isola, e a non fare la pipì nelle limpide acque del mare perché Astrosamantha ci beccherebbe immediatamente!

Oggi secondo giorno di immersioni alle ricerca delle tartarughe, ma se non ci si spinge oltre il reef nel deep blue la missione é impossibile. Del resto i fondali della parte di barriera non sono più profondi di due metri, e di testuggini qui non c’è traccia. In compenso lo spettacolo di pesci che abbiamo avuto facendo snorkeling nella parte di barriera a nord dell’isola é stato impareggiabile. Il commento di Viola mentre nuotavamo assieme nell’incanto di migliaia di pesciolini blu è stato: “È così bello che non sembra vero”. Detto tutto.
Le spiagge a nord sono state il grande divertimento dei bambini perché sono letteralmente invase da minuscoli deliziosi paguri che sono stati il loro gioco per ore.

Stasera per la prima volta da quando siamo in Indonesia ha piovuto, e nel nostro bungalow questo significa blackout per due ore senza speranza di un generatore. Del resto la corrente in questo momento non ci serve a molto, a parte per la connessione ad internet, quindi si sta bene con una birra e due chiacchiere mentre i nani dormono.

Gili Meno ci insegna a vivere di nulla, nella semplicità più assoluta, godendo della bellezza della natura. Oggi pomeriggio ci siamo levati lo sfizio di mangiare il gelato, ed è sembrato a tutti quanti un momento speciale, mentre guardavamo i profili di Gili Air e Lombok dalla spiaggia. Questo genere di cibi, in un’isola così piccola e selvaggia sono dei lussi.

Qui già si avverte la vicinanza a Lombok, e la grande differenza religiosa: gli abitanti di Gili Meno sono tutti mussulmani, il muezzin risuona su tutta l’isola 5 volte al giorno, le donne indossano il velo e guardano con una certa disapprovazione noi occidentali che giriamo in bikini. Devo ammettere che sento la mancanza del misticismo Indù di Bali. Non è semplice spiegare la poesia gentile dei balinesi. Ma eravamo consapevoli di questo passaggio. Il filo conduttore che lega tutto sembrano essere i vulvani: a Bali come nelle Gili come nello skyline di Lombok, tutto ti racconta che ciò su cui cammini è stato un loro potente dono.

Qui a Gili Meno resta la fotta di vedere le tartarughe, anche se personalmente spingermi a nuoto da sola nel deep blue mi fa alquanto paura, senza pinne e senza compagnia esperta. Kiki si caga sotto appena vede una sogliola e corre fuori dall’acqua come avesse visto uno squalo bianco da 6 metri. Oggi ho tentato di andare in avanscoperta un paio di volte, ma quando Kiki e i bambini diventavano capocchie di spillo sulla spiaggia, l’oceano blu come il petrolio, le correnti e le onde oceaniche impegnative, i pesci sempre più grandi e altezzosi, ho fatto dietro front senza pensarci due volte.

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